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Calvino e l’arte della traduzione

Calvino

Conferenza della dottoressa Federica Grasso dell’Università degli studi di Catania

In un breve saggio dedicato all’arte della traduzione, Italo Calvino afferma che “il tradurre è il vero modo di leggere un testo.” Su questa tesi del grande scrittore italiano noto in tutto il mondo, si è incentrata la conferenza della dottoressa Federica Grasso dell’Università di Catania – presente ad Atene per una collaborazione con il Laboratorio di Lingua, Traduzione e Studio del contatto italogreco del Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana dellàUniversità Nazionale Kapodistrias di Atene – rivolta agli studenti di terza e quarta Liceo della Scuola Italiana di Atene.

La lezione si inserisce nel quadro del progetto scientifico “Studio e diffusione dell’Italiano come lingua straniera nell’Istruzione greca” promosso dall’Ambasciata d’Italia ad Atene, avente come responsabile scientifico la prof.ssa Domenica Minniti Gonias, direttrice del laboratorio.

Come osservato dalla nostra ospite, nel corso del suo intervento, secondo Calvino, chi traduce, se vuole rendere in modo autentico il senso e lo spirito di un testo, è necessario che compia uno sforzo creativo pari a quello dell’autore, che “reinventi” il testo. Calvino aggiunge anche, con un esplicito riferimento autobiografico,” per un autore il riflettere sulla traduzione d’un proprio testo, il discutere col traduttore è il vero modo di leggere se stesso, di capire bene cosa ha scritto e perché”.

L’intervento della dottoressa Grasso, nel corso del suo sviluppo, ha avuto anche modo di svolgere un’interessante analisi sullo stile letterario di Calvino, frutto di una costante ricerca linguistica o, come ama dire l’autore, di una “nevrosi linguistica”.

Questa ricerca costante secondo Calvino serve “ad affrontare la depressione, male del nostro tempo, condizione comune dell’umanità del nostro tempo, difendendosi con l’ironia, con la trasfigurazione grottesca dello spettacolo del mondo”

D’altra parte, come afferma sempre lo scrittore, con geniale ironia, “Se il male è sempre più insensato l’unica cosa che possiamo cercare di fare è dargli uno stile.”

E, con questa nota sulla valenza terapeutico – salvifica della letteratura, si è conclusa l’esposizione della dottoressa Grasso che ha decisamente attratto l’uditorio.