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Tutoraggio ADASIM fase A

Due canali, un ponte: dall’Italia a Panama

          

Forse è proprio il canale l’immagine che meglio racconta questa esperienza. Sono partita dalla Grecia, con il suo importante Canale di Corinto, che attraversa un sottile lembo di terra per mettere in comunicazione due mari, il Mar ionio ed il Mar Egeo; per arrivare fino a Panama, dove il celebre Canale unisce due oceani, l’Atlantico e il Pacifico, creando un passaggio là dove la natura aveva tracciato una separazione.

lingua, cultura, relazioni e curiosità. Da una parte c’è il mondo panamense, con il suo idioma, la sua storia e la sua identità; dall’altra l’Italia, con le sue tradizioni, la sua cultura e il suo immaginario; e in mezzo ci sono gli insegnanti, gli studenti, i progetti e tutte quelle esperienze che permettono ai due mondi di incontrarsi.
Nel 1963, grazie alla passione, alla visione e alla determinazione della famiglia Cermelli, questo incontro è diventato possibile: è nato così un progetto educativo centrato sulla lingua e la cultura italiana, capace di mettere solide radici in un contesto profondamente latinoamericano, senza mai perdere il legame con le proprie origini e aprendosi, al tempo stesso, al dialogo e al confronto con una cultura diversa. Ma sono gli studenti i veri protagonisti di questo incontro, ragazzi per la maggior parte di madrelingua spagnola, legati certo alla loro cultura panamense, ma animati da una curiosità straordinaria verso l’Italia. Le loro prime domande erano quasi sempre: «Da dove vieni? Conosci la Ferrari? Qual è il tuo giocatore preferito? », ma subito dopo arrivava la loro incontenibile voglia di raccontarti tutto quello che sanno dell’Italia. E così, tra una domanda e l’altra, scopri che sono sorprendentemente preparati sulle squadre di calcio italiane, sanno benissimo dove si mangia la pizza migliore in Italia e non hanno alcun dubbio quando si cita la parola Nutella. Parlando con loro, realizzi che Italia e Panama hanno molto più in comune di quanto la distanza geografica possa far immaginare, perché in fondo, anche la scuola è un canale: un luogo capace di unire mondi che sembravano lontani e di trasformare la distanza in un incontro.

Ringrazio la Dirigente Scolastica dott.ssa Sole ed il Direttore Generale di ADASIM dott. Luzi per aver reso possibile questo incontro.
Claudia Gradi


       

Tanto mi avevano raccontato della proverbiale accoglienza argentina, quanto ho toccato con mano il calore e la generosità delle persone con cui ho passato le due settimane di tutoraggio a San Juan.

La mia esperienza è andata ben oltre alla spiccata professionalità delle colleghe e dei colleghi: è stata un’occasione unica per entrare nella cultura argentina ed in particolare della città e della provincia di San Juan.

La scuola Dante Alighieri mi ha accolto nelle sue classi, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria, in cui l’italiano, come lingua e come tradizioni, ha una radice profonda nella storia della città. Ogni ragazzo e ragazza, bambino e bambina, con cui ho avuto il piacere di entrare in contatto durante le lezioni ha ascoltato con attenzione le mie proposte didattiche e ludiche, ha posto domande esercitando il suo italiano parlato, ed allo stesso tempo mi ha insegnato ogni giorno qualcosa in più rispetto alla dimensione scolastica argentina, tanto diversa quanto arricchente.

Particolare menzione al progetto “Mediatori”, un’attività volontaria in cui bambini e bambine delle classi quinta e sesta primaria e secondaria, si formano per diventare mediatori con i compagni e le compagne nel momento del bisogno.

Con le colleghe ed i colleghi, in particolare con il mio tutorato Matias, i colleghi Fernando, Anita e Cristina, abbiamo creato un legame di amicizia e rispetto professionale, denso di scambi in lingua su metodologie, innovazioni didattiche e buone pratiche.

Esco profondamente arricchita da questa esperienza, umanamente e professionalmente e sono sicura che a febbraio lo scambio si arricchirà ancora di più.

Flavia Farina