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Progetto Centauromachia

AL VIA IL PROGETTO “CENTAUROMACHIA”

Avvio progetto Centauromachia

Martedì 5 Dicembre 2023, presso la prestigiosa sede della Scuola Archeologica di Atene, ha preso il via il Progetto “Centauromachia”. Introdotta dall’intervento della Dirigente della Scuola Italiana di Atene Veronica T. R. Sole e dai saluti dell’Ambasciata d’Italia ad Atene, l’attività ha avuto inizio con la lezione magistrale del Professor Emanuele Papi, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, su “Gli scavi dei templi dei santuari della Grecia antica”. Papi ha illustrato come la figura iconica del centauro, creatura simbolo di dualità, incarnazione di istinto e saggezza, violenza e nobiltà, si è evoluta nel tempo, destando grande interesse tra tutti i presenti.

Il Progetto “Centauromachia” è patrocinato dall’UFFICIO V – DGDP – MAECI e vede coinvolte/i le studentesse e gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo della Scuola Italiana Statale di Atene. Il Progetto si colloca all’interno di un piano di Alta Formazione d’indirizzo archeologico e prevede l’intervento di illustri protagonisti della cultura, dell’arte e dello spettacolo; esso, fra i vari momenti di formazione, prevede la realizzazione di attività laboratoriali.

Il Progetto nasce dall’idea di affrontare, attraverso l’analisi e le interpretazioni del mito effigiato sul frontale del tempio di Zeus di Olimpia, il tema dello scontro, della guerra, del conflitto fra identità differenti con l’intento di individuare una chiave di lettura che possa condurre a una risoluzione non violente dei conflitti.

Qui un breve video dell’evento

II INCONTO – INTERVENTO DELLA PROFESSORESSA MARIA CHIARA MONACO DOCENTE DI ARCHEOLOGIA PRESSO L’UNIVERSITA’ DELLA BASILICATA

Uno dei lasciti più importanti della cultura e della civiltà greca è certamante il concetto di παιδεία.
Di esso troviamo traccia in varie fonti letterarie, filosofiche e artistiche. Di esso ci parla anche la storia della “Centauromachia” che, per i suoi contenuti, può essere considerato uno dei miti fondativi dello spirito ellenico. Come ha spiegato la Professoressa Maria Chiara Monaco, nella sua lectio magistralis, tenuta Venerdì 8 Dicembre 2023, presso la Scuola Italiana di Atene, la guerra fra centauri e lapiti, scolpita sul frontale del tempio di Zeus a Olimpia e costantemente presente nel  patrimonio archeologico greco sin dall’epoca arcaica, si propone come una rappresentazione con una forte valenza pedagogica.

In particolare il centauro metà uomo e metà cavallo trova nella figura di Chirone sapiente ed educatore il punto di mediazione e il principio di trasformazione della bestia nell’uomo. La  condizione ferina che caratterizza l’essere umano nel suo stato bruto, attraverso l’educazione e l’istruzione, può trasformarsi in una condizione pienamente umana. Al tempo stesso le situazioni di conflitto, attraverso il dialogo e la mediazione, possono evitare la violenza distruttiva della guerra e la barbarie.

In apertura e a conclusione di questo interessantissimo momento di formazione, la Dirigente della Scuola Italiana di Atene Veronica T. R. Sole, ringraziando la Professoressa Monaco per il suo  intervento, ha sottolineato la grande valenza educativa che il progetto “Centauromachia” assume per la nostra scuola.

Qui un breve video dell’evento

III APPUNTAMENTO PER IL PROGETTO CENTAUROMACHIA. LEZIONE DEL PROFESSOR CARMELO DI NICUOLO DOCENTE PRESSO L’UNIVERSITÀ TOR VERGATA DI ROMA

Centauromachia - Intervento del prof. Di Nicuolo

Il sacro (ιερόν) vive in un regime di “separatezza” rispetto al profano cioè a ciò che è posto fuori dal luogo che ospita il sacro (τέμενος). Esso richiede uno spazio fisico che attesti l’ “alterità” del divino rispetto all’umano, ma in quello spazio dichiarato “santo” avviene la mediazione fra il divino e l’umano.

Dei luoghi della sacralità dell’antica Grecia ci ha parlato, Martedì 12 Dicembre 2023, il Professor Carmelo di Nicuolo, , che, dopo la presentazione della Dirigente della Scuola Italiana di Atene Dottoressa Veronica T. R. Sole, ha tenuto la sua lectio magistralis su “I santuari e i templi della Grecia Antica: architettura e decorazioni”.

Nel suo intervento estremamente illuminante, il Professor Di Nicuolo, soffermandosi sulla eterogeneità interpretativa del sacro, variabile nel tempo e in riferimento alle civiltà cui esso è collegato, si è nello specifico soffermato sull’analisi del fregio raffigurato sul frontale occidentale del tempio di Zeus ad Olimpia.

Secondo il Professor Di Nicuolo, non bisogna mai “modernizzare” l’antico, per cui occorre leggere le sculture del frontone rappresentante la Centauromachia sul tempio di Zeus ad Olimpia tenendo rigorosamente conto del “contesto” in cui esso  si colloca. Il mito della Centauromachia ad Olimpia esposta allo sguardo dei visitatori e degli atleti che giungevano al santuario, andrebbe letto in una visione d’insieme, collegandolo al “programma decorativo” del tempio che comprende anche le dodici metope scolpite sui lati occidentale e orientale.

La Centauromachia non è quindi una raffigurazione generica che esprime lo storico conflitto fra civiltà e barbarie, ma potrebbe avere una chiave di lettura più profonda. Studi recenti offrono a questo proposito una interpretazione che collega la lotta fra lapiti e centauri, alla narrazione delle dodici fatiche di Eracle presente sulle metope del tempio e che sembrano perciò suggerire un messaggio rivolto ai visitatori e alla platea degli atleti: offrire il meglio di sè, impegnarsi per il raggiungimento dell’eccellenza nelle competizioni mostrando la proprio valentia in ambito atletico. Questa, in ogni caso, sostiene Di Nicuolo è una delle interpretazioni possibili.

Qui un breve video dell’evento

QUARTO INCONTRO – MATTEO NUCCI, I SOGNI DI ACHILLE

      Il sogno di Achille Clicca qui per ascoltare l’intervista

“Cantami o diva l’ira funesta del pelide Achille…” così l’incipit dell’Iliade che molto ha condizionato nel tempo il giudizio sull’eroe raccontato dal più antico poema dell’Occidente. Achille coraggioso in battaglia, iracondo, feroce e crudele… Da questo stereotipo, solo in parte giustificato, ha preso le mosse la lezione del noto scrittore Matteo Nucci, ospite, presso la Scuola Italiana di Atene, per il quarto incontro dedicato al Progetto “Centauromachia”.

L’intervento di Nucci, attraverso l’analisi di alcuni celebri passi del poema omerico, ha descritto un personaggio distante da certe consuete rappresentazioni e comunque profondamente umanizzato. Una lettura attenta e approfondita dell’Iliade ci rimanda infatti un Achille mosso da sogni, passioni, aspirazioni, incoerenze, bisogno di “normalità” e di affetto. Occorrerebbe a questo proposito, secondo Nucci, rivedere il concetto stesso di “eroe” che non andrebbe considerato come un essere dotato di poteri speciali ma piuttosto come un essere pienamente, totalmente umano. Achille è eroe perchè è umano fino in fondo: si arrabbia e piange per l’ingiustizia subita, desidera tornare a casa per rivedere il padre e abbracciare il figlio che gli è appena nato, si dispera per la morte dell’amico Patroclo ed è capace di imparare dalla vita, persino dai propri errori, accrescendo così la propria umanità. Da questo punto di vista tutti i protagonisti del poema sono eroi nella misura in cui sono capaci di questa trasformazione.

Punto focale della lezione di Nucci, l’analisi del famoso sogno di Achille dopo la terribile vendetta contro Ettore uccisore di Patroclo. Durante il sonno Achille sogna Patroclo che lo invita a mettere da parte l’ira e la sofferenza, a celebrare i suoi funerali e a ritornare alla vita. In chiave freudiana l’inconscio di Achille segnala la via dell’elaborazione del lutto. Achille, pur nella sofferenza, celebra il funerale dell’amico morto, poi per onorarlo organizza una gara sportiva. Nello sport che, attraverso il divertimento, l’agonismo, il godimento rimuove il pensiero della morte, Achille ritorna alla vita. Certamente questo momento non elimina la
dimensione tragica dell’esistenza dell’eroe ma segnala un percorso.

Altro momento topico del poema anch’esso celeberrimo: l’incontro tra Priamo e Achille. L’incontro tra i due protagonisti del poema propone una scena sicuramente toccante che induce alla riflessione. I due “eroi”, nel loro incontro, invece che manifestare odio o desiderio di vendetta danno spazio alla loro umanità. Priamo nel giovane Achille destinato alla morte rivede il proprio stesso figlio morto per mano di Achille, Achille in Priamo mosso dall’atroce dolore per la morte del figlio vede suo padre Peleo destinato anch’egli a piangere un figlio morto in battaglia. I due si abbracciano e piangono. Piangono, sottolinea Matteo Nucci, perchè la tragedia della guerra uccide chiunque e ovunque, la guerra è disastro e dolore.

A conclusione della mattinata caratterizzata dalla vivace partecipazione dei presenti al dibattito che è seguito alla conferenza, la Dirigente della Scuola Italiana di Atene Dottoressa Veronica T. R. Sole ha ricordato che a Febbraio si attiverà un laboratorio di scrittura creativa curato dallo scrittore Matteo Nucci.