Si è quasi colti da un attimo di esitazione, ma basta varcare la soglia perché ogni titubanza si dissolva. L’accoglienza calorosa dell’intera comunità scolastica, l’armoniosa disposizione degli edifici intorno al vivace cortile e il suono familiare della propria lingua madre, restituita in un avvolgente accento spagnolo, fanno sentire subito a casa.
Nella sede di Valparaíso, così come in quella di Vina del Mar, sono stata infatti ricevuta con straordinario calore dallo staff dirigenziale e da tutto il personale, accompagnata in ogni ambiente dell’istituto – dalle gremite sale professori brulicanti di scambi ed attività agli spazi ariosi e raccolti della nuova biblioteca – e accolta in classi di ogni ordine – dalle
elementari alle superiori – con la possibilità di intervenire attivamente, apportare il mio contributo e, al contempo, apprendere dall’esperienza dei colleghi.
Mi hanno particolarmente colpito l’approccio partecipativo e interattivo dei docenti e la disinvoltura con cui gli studenti intervengono, esprimendo le proprie idee con vivacità e spirito critico. Il confronto con queste pratiche mi ha spinta a interrogarmi sul mio approccio didattico e a riconsiderare alcuni aspetti della mia pratica professionale, maturando una maggiore consapevolezza del valore del lavoro di gruppo e del dibattito come strumenti di apprendimento e di crescita. È proprio in questa possibilità di osservare, confrontare e ripensare le proprie esperienze che risiede uno dei significati più profondi dello scambio: un’occasione di arricchimento reciproco che intreccia la dimensione professionale con quella linguistica e culturale.
Lo scambio, tuttavia, non si è esaurito tra le mura scolastiche. Al termine delle attività didattiche, la rectora, i membri del team dirigenziale e i colleghi si sono alternati nell’accompagnarmi alla scoperta della città e nella partecipazione a eventi locali, permettendomi di conoscere più da vicino il contesto sociale e culturale in cui le scuole sono inserite. Anche questi momenti di condivisione, vissuti in un clima di autentica cordialità, hanno contribuito ad arricchire l’esperienza, consolidando le relazioni nate a scuola e offrendo ulteriori occasioni di scambio e conoscenza reciproca.
Porto con me, dunque, il valore di un’esperienza che è stata insieme professionale, linguistica e umana, resa speciale anche dall’accoglienza e dalla disponibilità di chi mi ha accompagnata in questo percorso. A tutti loro va il mio ringraziamento: ad Adasim, alla Scuola Italiana di Atene, mio istituto di provenienza, alla rectora delle due scuole ospiti, prof.ssa Anna Cianciulli, e a tutto il team dirigenziale e docente, per aver saputo coniugare professionalità, spirito d’iniziativa e collaborazione con un clima autentico di cordialità e familiarità.